30 Nov 2020

Comunicato stampa: attività novembre-dicembre 2020

Il Dottorato in Metodi e Metodologie della Ricerca Archeologica e Storico-Artistica inaugura il nuovo anno accademico proseguendo a distanza le sue attività didattiche sulla piattaforma Microsoft Teams. (info https://www.dottoratomem.it/didattica-online/). Il ciclo di incontri, che sarà anche l’occasione per presentare i temi di ricerca dei nuovi dottorandi,  è come di consueto caratterizzato dalla partecipazione  di studiosi e ricercatori di respiro internazionale che discuteranno secondo diverse prospettive disciplinari temi e figure del dibattito contemporaneo sul patrimonio culturale materiale e immateriale. A concludere questo programma inaugurale sarà un importante momento di confronto e di riflessione dedicato alla figura di studioso di Mario Alberto Pavone, docente di storia dell’arte moderna all’Università di Salerno precocemente scomparso a cui è stato dedicato un volume collettivo che sarà presentato in questa occasione.

Nel nuovo anno accademico il  dottorato  MeM  rafforza ulteriormente il proprio impegno ad affrontare criticamente i problemi, le prospettive teoriche e le pratiche che caratterizzano lo studio dei beni culturali ponendo particolare attenzione alle criticità della situazione attuale, una fase problematica e incerta che  richiede nuovi strumenti e nuove strategie per affermare il valore civile del patrimonio culturale, inteso come irrinunciabile bene comune e occasione di sviluppo e di coesione sociale.

Gli incontri on line, pensati per i dottorandi di entrambi i curricula in cui si articola il dottorato – Archeologia e sistemi territoriali; Storia dell’arte, estetica e linguaggi dell’immagine –  grazie alla modalità on-line si rivolgono ad un pubblico più ampio e “deterritorializzato” di studiosi, di studenti e di cittadini interessati ai differenti aspetti della ricerca sui beni culturali.

Il dottorato in Metodi e Metodologie della Ricerca Archeologica e Storico-Artistica è coordinato da Stefania Zuliani per il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.

Lunedì 23 novembre 2020 ore 15,30

Stefano Chiodi (Università RomaTre)

Genius Loci. Genealogia di un’idea

Discussant Stefania Zuliani

L’autonarrazione italiana ha trovato un singolare punto di equilibrio nella nozione di genius loci. Tanto nella pratica che nella critica dell’arte (e da un certo punto in poi nelle retoriche di pubblicità e marketing), il genius loci ha finito infatti per rappresentare nel corso del XX secolo una sorta di soluzione immaginaria, insieme una scappatoia e uno scongiuro, uno slogan e uno spunto polemico, alla sempre più pressante questione dell’identità dell’arte made in Italy nell’epoca di una incipiente e poi conclamata erosione delle nozioni di appartenenza territoriale, di continuità, di durata.

Stefano Chiodi insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre. Ha pubblicato numerosi saggi sull’arte e la cultura visiva tra primo e secondo Novecento, ha curato mostre ( la più recente è Alberto Boatto, Lo sguardo dal di fuori, attualmente in corso al MAXXI, Roma) e convegni. Scrive su “il manifesto”, “il verri” e altre testate. Ha fondato www.doppiozero.com.

Martedì 24 novembre 2020 ore 10,00

Adriano Savio (già Università Statale di Milano)

Lo studio della moneta tra scienza e ideologia nel XX secolo

Discussant Renata Cantilena

Il tema “Lo studio della moneta tra scienza e ideologia nel XX secolo” viene affrontato cercando di delineare lo sviluppo della numismatica scientifica nel 1900, illustrato nel contesto degli avvenimenti storici e delle ideologie al potere, con una particolare attenzione per i condizionamenti subiti dagli antichisti negli stati totalitari (Germania, Italia, Stato di Vichy) o per la loro adesione alle dittature; il “tradimento dei chierici” secondo la famosa definizione di Julien Benda.    

Adriano Savio, tra i più importanti numismatici italiani, ha insegnato Numismatica Antica all’Università Statale di Milano ed è componente nel comitato scientifico della prestigiosa Rivista Italiana di Numismatica, di cui è stato anche direttore dal 2007 al 2018. E’ autore di numerose monografie e di interventi di storia monetaria e di attualità economica per quotidiani e riviste specializzate

Martedì 24 novembre 2020, ore 15,30

Marco Giuman (Università di Cagliari)

“Gratiosa Venustà”. Percezione della classicità e modelli di risemantizzazione in un’allegoria di Cesare Ripa

Discussant Mauro Menichetti, Michele Scafuro

La “Iconologia, overo descrittione dell’imagini universali cavate dall’antichità et da altri luoghi”, data alle stampe per la prima volta nel 1583 da Cesare Ripa, costituisce notoriamente un’opera fondamentale per la comprensione dei processi di selezione e di risematizzazione che caratterizzano la percezione della classicità nell’età del Rinascimento. Particolarmente interessante, a tale proposito, sembra proporsi l’analisi dell’allegoria di Venustà, figura che ben riassume tradizione classica e sensibilità rinascimentale.

Marco Giuman è docente di Archeologia Classica all’Università degli Studi di Cagliari, dove dal 2018 dirige la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici. Si occupa principalmente di analisi dei modelli cognitivi e di fruizione dell’immagine nel mondo classico, di interrelazione tra immagine, culto e rito nell‘antichità. Dirige il “Nora Isthmos Project”, missione archeologica dell’Ateneo di Cagliari presso l’antico sito punico-romano di Nora in collaborazione con le  Università di Alicante e Kingston.

Mercoledì 25 novembre 2020, ore 10

Presentazione delle ricerche dei dottorandi del XXXVI ciclo

10,00 Giada Policicchio, Le mostre d’arte antica in Italia dal 1861 al 1922 e la riscoperta del Seicento

10,20 Lucrezia Not, Per una nuova prospettiva storico-artistica: l’incidenza delle traduzioni di autori warburghiani in Italia. 

10,40Oriana Cerbone, La carta archeologica dell’alta  valle del Tammaro per la pianificazione e  la governance territoriale delle aree interne

11,00 Mario Perna Edward Gordon Craig e il Modernismo. Intersezioni artistiche del primo Novecento

11,20 Michele Pellegrino, P.I.E.T.R.A. (Preistoria, Identità e Territorio nella Ricerca Archeologica): Archeologia dei paesaggi e dinamiche culturali insediative in età pre-prostorica nella Murgia nord-barese (Puglia, Italia)

11,40 Peng Wang  Il Padiglione della Repubblica popolare cinese alla Biennale di Venezia (1993- 2023) : arte scienza tecnologia.

12,00 Ivan Calogero Tornese, Κτίσεις. La colonizzazione greca in Occidente (VIII-VII sec. a.C.): modelli e approcci all’analisi del fenomeno fra tensioni revisioniste e interpretazione dei realia 

12,20 J.C. Aleman Jzquierdo, I modelli scenografici dell’architettura ellenistica e la loro ricezione nello Mediterraneo centrale e occidentale. Il caso del santuario di Atargatis a Carthago Nova.

Venerdì 27 novembre 2020, ore 10,30

Giuliana Tomasella (Università degli Studi di Padova)

Museo come luogo di azione: il Muquifu – Museu dos Quilombos e Favelas Urbanos di Belo Horizonte

Discussant Antonella Trotta, Stefania Zuliani

Che cos’è il Muquifu? È un museo inusuale, frutto di una sfida e di una passione, creato per rovesciare alcuni stereotipi e luoghi comuni e per opporsi all’ingiustizia sociale. Un luogo di azione e non di contemplazione, che vuole valorizzare le risorse immateriali del vissuto di una grande favela di Belo Horizonte, recuperando e rilanciando storie, progetti, percorsi individuali e collettivi: dalle radici del Quilombo, nome con cui si indicano i primi insediamenti degli ex-schiavi africani in Brasile, nati all’insegna della ritrovata libertà, alle prospettive negate di un futuro che sembra appartenere solo a chi è ricco e bianco. Il Muquifu offre uno scarto, un rovesciamento di prospettiva, che guida il nostro sguardo dal centro alla periferia.

Giuliana Tomasella insegna Storia della critica d’arte e Museologia e storia del collezionismo all’Università di Padova, è attualmente direttore del Centro di Ateneo per i Musei. Le sue ricerche si sono concentrate sulla revisione del concetto di modernità all’indomani del primo conflitto mondiale e sulla politica espositiva del fascismo. Negli ultimi anni si è aperta alla riflessione sugli esperimenti di museografia sociale e partecipativa.  Di recente ha pubblicato il volume Esporre l’Italia coloniale. Interpretazioni dell’alterità.

Lunedì 30 novembre 2020, ore 10,30

Manuela Gianandrea (Università La Sapienza, Roma) Elisabetta Scirocco (Bibliotheca Hertziana, Roma)

Memoria, retorica, conservazione: l’arredo liturgico medievale dalla Controriforma al post-Vaticano II

Discussant Francesca Dell’Acqua

Nei numerosi momenti in cui la committenza artistica si è volta a un recupero e a una rivitalizzazione delle origini cristiane, gli arredi liturgici tardoantichi e medievali sono spesso divenuti voci chiare di un passato da rievocare e simboli altrettanto loquaci di un’identità religiosa e culturale delle origini. Ripercorrendo le complesse ed alterne fasi vissute dagli arredi liturgici medievali , si nota comeessi da sistema organico finalizzato a plasmare lo spazio sacro divengano prima strumentali memorie identitarie di un passato da riproporre e poi oggetto che sintetizza in modo retorico la funzione liturgica e il richiamo storico alla Chiesa locale. Si tratta di un’indagine che in questa occasione si concentra su due realtà culturali specifiche. Una di esse non poteva che individuarsi in Roma e nell’antico Stato Pontificio, costante polopropulsore e modello di riferimento: l’altra è la Campania, nella sua identità storica, alla ricerca di un territorio geograficamente e culturalmente a cavallo tra il Patrimonio della Chiesa e il Meridione d’Italia.

Manuela Gianandrea, professoressa di Storia dell’arte medievale, coordinatrice del Dottorato di ricerca in Storia dell’arte, vicedirettrice del Dipartimento SARAS (StoriaAntropologia Religioni Arte Spettacolo), Sapienza Università di Roma.

Elisabetta Scirocco, ricercatrice-assistente scientifico Dipartimento Michalsky, Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell'arte.

Martedì 1 dicembre 2020, ore 10,30

Seminario Rileggendo Kubler sessant’anni dopo. Una discussione con i dottorandi

a cura di Francesca Dell’Acqua (Università di Salerno)

Il seminario intende proporre ai dottorandi una discussione sulle questioni complesse che emergono dalla lettura del libro di George Kubler The Shape of Time, pubblicato negli Stati Uniti nel 1962 e tradotto in Italia nel 1976 con il titolo La forma del tempo. La storia dell’arte e la storia delle cose accompagnato da un’importante nota di Giovanni Previtali.

Mercoledì 2 dicembre 2020, ore 10,30

Antonio Pizzo (Università degli Studi di Torino)

Lo spettacolo tra immagine, intermedialità e immersività: elementi per un nuovo patto spettatoriale

Discussant Annamaria Sapienza

Un ampio spettro delle performance teatrali dell’ultimo decennio è stato inscritto nella definizione “drammaturgia dell’partecipazione” o “theatre of engagement”. Spesso si tratta di spettacoli in cui questa partecipazione è mediata dalla tecnologia. Spettacoli in cui il pubblico interviene con il cellulare, performance che iniziano su internet e terminano in uno spazio teatrale, eventi in cui il pubblico partecipa mediante l’esplorazione di spazi virtuali e reali. Le nuove configurazioni non riguardano soltanto l’aspetto produttivo e creativo ma richiedono anche l’elaborazione di un nuovo patto spettatoriale.

Antonio Pizzo insegna Teatro e multimedia all’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni Teatro e mondo digitale. Attori scena e pubblico (2003)  Scarpetta e Sciosciammocca: nascita di un buffo (2009), Neodrammatico digitale. Scena multimediale e racconto interattivo (2013), Il teatro gay in Italia. Testi e documenti (2019).

Giovedì 3 dicembre 2020, ore 10,30

Sulle tracce del pensiero di Mario Alberto Pavone

in occasione della pubblicazione del volume Lo sguardo di Orione. Studi di storia dell’arte per

Mario Alberto Pavone a cura di Adriano Amendola, Loredana Lorizzo, Donato Salvatore

Saluti istituzionali:

Vincenzo Loia, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno;

Luca Cerchiai, Direttore DISPAC – Università degli Studi di Salerno

Cristina Galassi, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici dell’Università degli Studi di Perugia

Interventi :

Maria Concetta Di Natale (Università degli Studi di Palermo),

 Elena Fumagalli(Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia),

 Alessandro Tomei (Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara)

Coordina:  Stefania Zuliani

in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici dell’Università degli

Studi di Perugia

L’occasione della pubblicazione del volume Lo sguardo di Orione. Studi di storia dell’arte per Mario Alberto Pavone, a cura di Adriano Amendola, Loredana Lorizzo, Donato Salvatore, edito da De Luca editori d’arte nella collana Vedere e rivedere, offre lo spunto per ricordare il magistero di Mario Alberto Pavone, docente di Storia dell’arte moderna dell’ateneo salernitano, scomparso tanto improvvisamente quanto prematuramente nel 2019. La raccolta di studi a lui dedicata ne riflette gli ambiti di ricerca affrontati nel corso della lunga carriera accademica, coprendo un arco cronologico ampio, dal Medioevo al contemporaneo e un vasto ambito geografico. L’arte meridionale, il collezionismo e l’iconografia sono le sezioni tematiche che scandiscono il volume e sulle quali si muoveranno gli interventi degli studiosi e colleghi Maria Concetta Di Natale (Università degli Studi di Palermo), Elena Fumagalli (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Alessandro Tomei (Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara) che tracceranno opere, contesti e questioni critiche poste dai molti saggi che compongono un caleidoscopico universo storico artistico.

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