L’antica porta dell’Abbazia di Saint-Andoche a Autun e le sue trasformazioni medievali. Analisi e metodi

Lunedì 22 febbraio 2021, ore 10,30

Sylvie Balcon (Università Sorbonne–Paris IV)

Discussant Francesca Dell’Acqua (Università di Salerno)

1 CFU

Dal 2015 l’università della Sorbona dispone di una piattaforma digitale, PLEMO 3D, che permette di usare la laser- grammetria e la fotogrammetria. Il sito, corrispondente all’antica porta di Saint Andoche, nonché una cripta carolingia legata a un monastero femminile, sempre ad Autun, in Borgogna, sono servite a sperimentare queste tecnologie digitali nel quadro dell’archeologia dell’architettura. E’ stata sviluppata una metodologia per la registrazione e lo studio dei prospetti. La prospezione geofisica e il LiDAR sono stati anche usati per avere un approccio completo agli edifici. La lezione si propone di presentare questo protocollo, i suoi metodi, e i risultati dello studio archeologico.

Il profumo della pantera. Prospettive di ricerca e suggestioni per un’archeologia sensoriale

Martedì 23 febbraio 2021, ore 15,30

Claudia Lambrugo (Università degli Studi di Milano Statale)

Discussant Mauro Menichetti (Università di Salerno)

1 CFU

Il titolo del seminario riecheggia volutamente quello di un celebre saggio di Marcel Detienne (Dioniso e la pantera profumata), ma si muove verso obiettivi differenti. È infatti una sfida molto recente quella intrapresa da archeologi e studiosi del mondo antico sull’impatto e la centralità dell’esperienza sensoriale, nella fattispecie della percezione degli odori, nell’ambito rituale, sia sacro, che funerario. Il buon odore, in greco eÙwd∂a, non solo è marca identitaria divina e inconfondibile indizio sensoriale dell’epifania di un dio, soprattutto in riferimento a divinità femminili, ma è anche uno straordinario strumento di empatia, che facilita su un piano verticale la comunicazione tra mortali e immortali, su quello orizzontale l’avvicinamento e l’unione tra i sessi. È questo il potere seduttivo ed erotico delle fragranze profumate; è così che la pantera caccia le sue prede: semplicemente attirandole con un irresistibile profumo. Del complesso statuto culturale del profumo nel mondo greco sarà forse necessario tenere conto anche per una piena comprensione di categorie di manufatti, quali i numerosissimi unguentari prodotti a Corinto tra VII e VI secolo a.C., di cui solo di recente si è cominciato a meglio comprendere anche il decoro figurato: siamo proprio sicuri che le apparentemente monotone sequenze animalistiche siano state dipinte solo per ornare una superficie, senza tenere conto di quale sarebbe stata la funzione del recipiente?

Matteo di Capua, patrono delle arti e delle lettere a Napoli, tra Cinquecento e Seicento

Mercoledì 24 febbraio 2021, ore 15,30

Andrea Zezza (Università della Campania)

Discussant: Donato Salvatore (Università di Salerno)

Italo Iasiello (Università degli Studi di Napoli Federico II)

1 CFU

Al passaggio tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento alla crisi sociale e politica del Regno meridionale corrispose un grande fermento di idee e una straordinaria fioritura filosofica, letteraria e artistica. Le corti signorili rivestirono una notevole importanza per la vita culturale di una città in cui studiarono, vissero, lavorarono Torquato Tasso, Giovan Battista Della Porta, Tommaso Campanella, Giovan Battista Marino, Michelangelo da Caravaggio. Tra tali corti spicca quella riunita intorno a Matteo di Capua (1568-1607), conte di Palena e secondo principe di Conca, Grande Ammiraglio del Regno di Napoli, il più munifico patrono delle arti e delle lettere a Napoli al passaggio tra Cinque e Seicento. Al servizio del Principe Grande Ammiraglio furono il maturo Tasso e il giovane Marino, insieme a uno stuolo di artisti, letterati, artigiani, scienziati e uomini di cultura. Nel palazzo napoletano del principe ebbero luogo le conversazioni che portarono al processo per eresia del celebre matematico Colantonio Stigliola, il suo nome e la sua biblioteca si trovano citati negli atti del processo a Campanella, per stimare le sue raccolte si tentò di utilizzare Michelangelo da Caravaggio. La villa di Vico Equense, divenne nelle mani di Matteo una straordinaria ‘delizia’ degna di un principe regnante e fece rivivere il modello delle ville dell’antichità romana e delle gallerie celebrate dal Plinio, Stazio, Filostrato. Andrea Zezza ha coordinato un gruppo di ricerca composta da studiosi di diversa formazione che ha indagato in modo intrecciato la vicenda del principe, della sua famiglia, delle sue residenze di Conca, Caiazzo, Napoli e Vico Equense e delle sue raccolte e l’opera dei letterati e degli artisti che gravitarono dentro e intorno a quella corte.

I Cardinali nella prima età moderna: dalla prima storiografia alla global history

Giovedì 25 febbraio 2021, ore 10,30

Maria Giulia Aurigemma (Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara)

Fabrizio d’Avenia (Università di Palermo)

Discussant: Loredana Lorizzo (Università di Salerno), Arnold Witte (University of Amsterdam)

1 CFU

Edito per i tipi della prestigiosa collana Brill’s Companion to, The Christian tradition, il volume A Companion to the Early Modern Cardinal curato da Mary Hollingsworth, Miles Pattenden e Arnold Witte, offre agli studiosi la prima ricostruzione del ruolo svolto dai cardinali nell’Italia di Antico Regime. Il ruolo politico di queste figure a cardine della Chiesa, che demanda loro il compito di eleggere il pontefice, si lega nel lungo lasso temporale tra Quattrocento e Ottocento ad altre funzioni. I cardinali sono pastori, inquisitori, diplomatici, burocrati, statisti, santi; imprenditori e investitori; mecenati delle arti, della musica, della letteratura e della scienza. Nel volume trentacinque saggi spiegano il loro background sociale, le posizioni, gli incarichi svolti a Roma e altrove, e il significato assunto nella società, indagandone le figure da una prospettiva non solo europea ma globale. Partendo da questo testo, Maria Giulia Aurigemma, Fabrizio d’Avenia e Loredana Lorizzo ne discutono con il curatore Arnold Witte  riflettendo su alcuni casi studio e sul significato della rilettura della storiografia sui cardinali, personalità chiave al vertice del potere ecclesiastico, attraverso i quali si possono indagare infiniti aspetti della cultura in età moderna.

 

Maria Giulia Aurigemma insegna Storia dell’arte moderna presso l’Università G.D’Annunzio di Chieti-Pescara. I suoi campi di ricerca spaziano dal Medioevo al moderno, alla storia della critica d’arte. Ha studiato importanti figure cardinalizie tra Quattrocento e Seicento e le loro residenze romane, come Palazzo Firenze in Campo Marzio cui ha dedicato una monografia.

Fabrizio d’Avenia è docente di Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso l’Università di Palermo. Ha ampiamente pubblicato su diversi aspetti della storia moderna e dell’organizzazione ecclesiastica in Sicilia e sui ruoli svolti dai cardinali in ambiti religiosi e secolari, come nel suo La Chiesa del re. Monarchia e Papato nella Sicilia spagnola (secc. XVI-XVII), nel 2015.

Spolia antichi a Venezia: indagini recenti

Giovedì 25 febbraio 2021, ore 15,30

Luigi Sperti (Università Ca’ Foscari, Venezia)

Discussant Mauro Menichetti

1 CFU

Il tema del reimpiego di scultura greca, romana e bizantina a Venezia ha avuto in questi ultimi anni una inusuale fortuna, testimoniata da una serie di iniziative dedicate sia al fenomeno in generale e alle problematiche storiche, archeologiche e culturali ad esso legate, sia a casi specifici. In questo intervento verranno presi in considerazione tre ambiti, tra loro connessi: l’area marciana, con alcuni dei monumenti più noti come il Todaro e il Leone posti sulle colonne della Piazzetta, e il gruppo dei Tetrarchi; un’acquisizione recente, l’uso di spolia bizantini nelle chiese gotiche; e infine il reimpiego di antichità in contesti privati. Si parlerà dunque del centro del potere, caratterizzato da reimpieghi carichi di valori ideologici forti; di due dei maggiori poli del potere ecclesiastico, le chiese dei Frari e dei SS. Giovanni e Paolo; e infine dei palazzi dei nobili, che nell’esposizione di marmi antichi emulano gli arredi monumentali degli spazi pubblici.

Eventi passati

La Grecia dei Romantici in Germania. Alcuni spunti per una riflessione

Lunedì 25 gennaio, ore 10,30

Giampiero Moretti (Università degli Studi di Napoli L’Orientale)

Discussant Pina De Luca

1 CFU

La conversazione verterà principalmente sui seguenti punti:

-Tra Klassik, Sturm und Drang e Idealismo

-Idealismo e Romanticismo

-Hölderlin come paradigma di un rapporto della Germania con la Grecia

“I mondi senza vento che respirano quieti nei musei”. Antonella Anedda, l’immagine e il suo fantasma

Martedì 26 gennaio 2021 ore 10,30

Riccardo Donati (Università di Salerno)

discussant Stefania Zuliani (Università di Salerno)

1 CFU

Antonella Anedda, di formazione storica dell’arte, è oggi forse la scrittrice italiana che in assoluto intrattiene i legami più stretti con la cultura visuale. L’immagine è per lei un oggetto che acquista valore in virtù della sua capacità di rifrangersi nella coscienza: qualcosa di simile a ciò che accade, per parafrasare Erwin Panofsky, quando incrociamo lo sguardo d’un passante o d’un conoscente, magari senza scambiar parola, ma conservando a lungo negli occhi e nella mente risonanza di quell’incontro. L’opera d’arte funziona insomma nei suoi testi come camera d’echi, dispositivo di accrescimento della dicibilità dell’esperienza del reale. Riccardo Donati, docente di Letteratura italiana all’università di Salerno e autore, tra l’altro, del recente Apri gli occhi e resisti. L’opera in versi e in prosa di Antonella Anedda (Carocci, 2020), prenderà in esame il lavoro di Anedda per riflettere su come una poetessa dei nostri giorni scriva d’arte e rielabori i fatti dell’arte nei propri lavori letterari, a partire da un libro in tal senso esemplare: La vita dei dettagli. Scomporre quadri, immaginare mondi (2009).

Unisa per il giorno della memoria 2021

27 gennaio 2021  ore 10

Il dottorato MeM aderisce alla maratona web promossa dall’ateneo salernitano in occasione del giorno della memoria

1 CFU

Mercoledì 27 gennaio ricorre la Giornata della Memoria 2021, un fondamentale e significativo appuntamento cui l’Ateneo risponderà come sempre promuovendo iniziative ed eventi congiunti. In un’ottica di partecipazione multidisciplinare e collettiva, la Giornata della Memoria 2021 promossa dall’Università di Salerno sarà configurata quest’anno come un progetto corale, che convoglierà in un unico “palinsesto” le diverse iniziative curate dai Dipartimenti UNISA.

A partire dalle ore 10.00 del 27 gennaio si aprirà una vera maratona web “in onda” sui canali social istituzionali di Ateneo (FacebookYouTube e Twitter), per dare spazio e voce al contributo delle diverse aree scientifiche e disciplinari dell’Università di Salerno. Il format “UNISA per la Giornata della Memoria 2021” raccoglierà tutti i contenuti che i Dipartimenti sceglieranno di dedicare alla celebrazione e alla riflessione sulla Shoah e sul valore della memoria collettiva e delle memorie individuali.
Attraverso racconti, talk, video o interviste, la maratona avrà l’obiettivo di dare alle nuove generazioni la possibilità di ripensare e costruire contenuti sempre nuovi e capaci di stimolare pensiero e riflessione critica sul valore della “memoria culturale” che la nostra società continuamente interpreta e rielabora.

Le banche dati per la ricerca di ambito umanistico

Giovedì 28 gennaio 2021 ore 10

Maria Senatore (Università di Salerno – Centro Bibliotecario di Ateneo)

In collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici – Unisa

1 CFU

La lezione, che conferma la consolidata collaborazione tra il dottorato e la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Salerno, proporrà ai dottorandi una ricognizione sulle risorse digitali per la ricerca messe a disposizione dall’ateneo salernitano. Banche dati accessibili in rete il cui utilizzo è divenuto ancor più  necessario a causa dall’emergenza sanitaria in corso.

Prove di curatela al tempo del coronavirus

Giovedì 28 gennaio 2021, ore 15,30

Luigia Lonardelli (MAXXI- Museo delle arti del XXI secolo, Roma)

Discussant Stefania Zuliani (Università di Salerno)

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La pratica quotidiana del processo espositivo è stata profondamente messa in crisi dalla situazione pandemica, la performatività delle mostre così come quella delle opere è stata ripensata, la relazione con il pubblico e la sua interazione è in evoluzione in un quadro tuttora in divenire. La curatela sta rispondendo con tentativi che cercano di coniugare insieme teorie e metodi di lavoro più tradizionali con le nuove esigenze e i nuovi strumenti, senza rinunciare, ma anzi rafforzando, la promessa di profezia indissolubilmente legata alla missione di un museo che racconta il futuro.

Luigia Lonardelli (Bari, 1982) ha collaborato con la Direzione per l’Arte Contemporanea seguendo i lavori preparatori all’apertura del MAXXI dove ha iniziato a lavorare nel 2010 occupandosi di ricerca. Dal 2011 lavora al dipartimento curatoriale del museo curando fra le altre le mostre dedicate a Marisa Merz, Alighiero Boetti e Maria Lai. Ha cocurato la XVI Quadriennale d’Arte di Roma, è stata consulente disciplinare per l’arte dell’ultima appendice dell’Enciclopedia Treccani e fa parte del comitato scientifico della Fondazione Maria Lai.

La storia culturale tra Huizinga, Baxandall e Haskell

Venerdì 29 gennaio 2021, ore 10,30

Seminario letture

a cura di Francesca Dell’Acqua e Antonella Trotta

1 CFU

Sin da quando Johan Huizinga scrisse nel 1926, da storico, Lo scopo della Storia culturale – che partiva da un omaggio critico a Burckhardt sul Rinascimento italiano – questo approccio non è stato il più frequentato  dagli storici dell’arte. Eppure l’interesse per le attitudini collettive, le forme di pensiero e del sentire comune, per il bagaglio mentale di intere classi sociali, espressi attraverso simboli e forme, emerge chiaramente in un influente lavoro di Michael Baxandall del 1972 sul Rinascimento pittorico italiano. A qualche anno di distanza, Francis Haskell recupera Huizinga nel suo importante History and its Images (1995) definendolo un imprescindibile “pattern maker” nella storia della cultura. Il seminario tratterà anche della ricezione di questi studiosi nel panorama italiano.