19 Set 2020

Attività maggio giugno 2020

Il Dottorato in Metodi e Metodologie della Ricerca Archeologica e Storico-Artistica prosegue a distanza le sue attività didattiche proponendo un intenso calendario di incontri che si terranno nelle prossime settimane sulla piattaforma Microsoft Teams. (info https://www.dottoratomem.it/didattica-online/)
Le lezioni confermano la trasversalità disciplinare e l’ampio arco cronologico – dal mondo antico alla contemporaneità – che caratterizza gli interessi di ricerca del Dottorato, che come già avvenuto in passato non accoglie soltanto il contributo di studiosi e docenti universitari ma dà voce anche al mondo delle istituzioni e delle aziende impegnate nel settore dei beni culturali.
I seminari on line rappresentano un ulteriore tassello del lavoro di riflessione critica che il Dottorato da anni propone sui problemi, le prospettive teoriche e le pratiche che caratterizzano la contemporanea ricerca sul patrimonio culturale, un lavoro reso più che mai urgente dalla situazione attuale, che richiede nuovi strumenti e nuove strategie per affermare il valore civile e sociale, prima ancora che economico, dei beni culturali, materiali e immateriali.
Il dottorato in Metodi e Metodologie della Ricerca Archeologica e Storico-Artistica è coordinato da Stefania Zuliani per il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.

MAGGIO

Lunedì 25 maggio, h. 10,30
Giovanni Marginesu, Università di Sassari
I costi dell’arte. Economia della bellezza nel mondo greco
Discussant Renata Cantilena
All’interno del dibattito sull’economia antica, lo studio dei processi economici dell'”arte” greca, architettura, scultura, ceramica figurata e pittura, rivela una complessa rete di rapporti istituzionali. Esiste un cangiante rapportarsi di artista e committente, di magistrati e maestranze, di lavoranti all’interno della stessa bottega. Il tema della economia della bellezza può essere anche essere affrontato attraverso i suoi risvolti quantitativi, tratti dalle iscrizioni, come i rendiconti delle opere pubbliche, i graffiti sotto il piede dei vasi, o le notizie tramandate dal dotto Plinio. Emerge un profilo dell’arte greca non ancora perfettamente definito che merita un approccio sistematico.
Giovanni Marginesu, già allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene, è Professore di Storia Greca all’Università di Sassari.

In collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici

Lunedì 25 maggio, h. 15
Antonella Cucciniello, Direttrice del Polo Museale della Calabria
L’esperienza del territorio, l’esperienza dei musei
Discussant Donato Salvatore
Storico dell’Arte del MIBAC dal 2001, Antonella Cucciniello si occupa di istituzioni museali dal 2006. Ha diretto il Palazzo Reale di Napoli, uno dei  trenta musei più visitati d’Italia nel 2018 ed attualmente è al vertice della Direzione regionale Musei Calabria. Attraverso la sua testimonianza l’incontro intende discutere gli orientamenti teorici e le pratiche più significative che caratterizzano l’impegno di studio e di valorizzazione di un territorio attraverso la gestione dei musei.

Martedì 26 e mercoledì 27 maggio ore 10-13: 15-17
Presentazione e discussione delle ricerche dei dottorandi

Giovedì 28 maggio ore 16,30
Monica Salvadori, Monica Baggio (Università di Padova)
Progetto MemO. Studio e valorizzazione della ceramica greca e magno-greca nei musei del Veneto: selezione di forme e iconografie
Discussant Mauro Menichetti
Promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova, il
Progetto MemO “La memoria degli oggetti. Un approccio multidisciplinare per lo studio, la digitalizzazione e la valorizzazione della ceramica greca e magno-greca in Veneto” è nato dalla considerazione della rilevante presenza di vasi greci e magno-greci nelle collezioni museali del Veneto e si è sviluppato nei binari della consapevolezza del ruolo sociale e culturale che il patrimonio ceramico greco ha giocato e continua a giocare non solo nella storia dell’archeologia, ma anche nella definizione dell’identità occidentale,di cui è parte integrante. Il progetto utilizza un approccio multidisciplinare e insieme agli archeologi, coinvolge architetti, psicologi, giuristi, geologi, fisici, funzionari della Soprintendenza e professionisti museali.

GIUGNO

Lunedì 22 giugno h. 10,30
Stefano Mazzoni, Università di Firenze
“Nero tragicus cantor”
Discussant Isabella Innamorati

La figura di Nerone è ancora da storicizzare appieno senza preconcetti unilineari: né moraleggianti né forzosamente riabilitanti. Circoscrivere l’indagine alla storia dello spettacolo non è riduttivo, anzi. La sfera spettacolare è strategica per interpretare correttamente l’indole, le opere e i giorni di un Cesare sui generis. In questa prospettiva ermeneutica il saggio propone, in un’ottica contestuale, una rilettura critica delle fonti primarie sull’imperator scaenicus: dal solare Nero agitator di quadrighe, all’apollineo citharoedus al tragoedus trepidante in scena.

Martedì 23 giugno h. 10,30
Laura Cinquarla, Knowledge Network Manager, iGuzzini illuminazione spa
Light si Back: la luce al servizio dell’arte e dell’architettura
Discussant Anna Santucci
Light is Back rappresenta l’impegno di iGuzzini rispetto al concetto di ‘innovazione sociale attraverso l’illuminazione’. Il ‘restauro’ illuminotecnico può conferire un nuovo valore  ai capolavori dell’arte e dell’architettura di ogni tempo, come testimoniano i progetti realizzati nei monumenti adottati dall’azienda in Italia (Tintoretto, Scuola Grande di San Rocco; Giotto, Cappella degli Scrovegni; Leonardo, L’Ultima Cena; Duomo di Firenze) come pure all’estero (Ponte di Mostar; San Pietroburgo, Cattedrale della Resurrezione; Parigi, Beaubourg). I fattori costitutivi e tecnologici del binomio luce/illuminazione (tipologia/qualità/quantità/dimensioni apparecchi; sistemi di controllo, regia luminosa, risparmio energetico) incidono profondamente sulla vita di un’opera d’arte, e più in particolare sulla sua  conservazione e fruizione visiva, anche in condizioni di diversa abilità.

In collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici

Mercoledì 24 giugno, h. 10 30
Cristiano Giometti, Università di Firenze
Identità in mostra. Immagini in trasformazione dell’Italia e degli italiani nelle esposizioni fiorentine tra il 1911 e il 1942
Discussant Adriano Amendola
Sulla scorta degli studi raccolti nel volume C. Giometti (a cura di), Mostre a Firenze 1911-1942. Nuove indagini per un itinerario tra arte e cultura (Pisa 2019), s’intende offrire una prospettiva sulla variegata attività espositiva fiorentina tra il 1911 e il 1942, selezionando dal vasto panorama offerto, non solo le mostre d’arte più canoniche, ma anche alcune rassegne allestite in seno a importanti convegni nazionali e internazionali o dedicate all’oreficeria e alle arti applicate. Ne emerge uno spaccato vivido della situazione fiorentina – e più latamente italiana – dei primi quarant’anni del Novecento, di una nazione giovane che anche attraverso le mostre cercò di costruire un’identità culturale condivisa e orgogliosamente rivendicata soprattutto dopo la fine vittoriosa della Prima Guerra Mondiale. Con l’inizio del ventennio fascista anche le esposizioni più filologiche divennero uno strumento di propaganda nelle mani del regime, distorcendo in chiave nazionalistica ogni espressione artistica, senza tuttavia riuscire a sopprimere del tutto alcune voci di dissenso e libertà intellettuale.

Venerdì 26 giugno h. 10,30
Renata Cantilena, Università di Salerno
K. Kavafis, Oroferne e un uso rituale della moneta greca.
Discussant Fausto Longo
Un elemento che accomuna molti incontri del dottorato è la ricezione nel contemporaneo di modelli
culturali, di consuetudini antropologiche, di miti, storie e figure del passato. Un poeta come Kostantinos Kavafis è di per sé figura emblematica dell’assimilazione culturale dell’antica Grecia. Partendo da una sua poesia su Oroferne, effimero re della Cappadocia effigiato su monete trovate nel tempio di Atena a Priene,si affronta l’uso di deporre moneta nelle fondazioni di edifici sacri o di statue.

Venerdì 26 giugno, h. 16,30
Anna Mazzanti con Alessandra Spagnoli e Raffaella Trocchianesi, Politecnico di Milano – Scuola di Design
D.E.S.Y. Studi e abitazioni dei creativi. Pratiche interdisciplinari di valorizzazione
Discussant Stefania Zuliani

Il progetto di ricerca D.E.SY in tre anni di attività ha svolto un approfondimento sul sistema delle case e atelier dei faber (intesi quali i creativi, forgiatori dei propri spazi: dagli artisti ai designer, agli architetti). Ha previsto la mappatura del complesso sistema lombardo e milanese, l’individuazione di una cronologia e di tipologie e peculiarità che hanno generato una griglia tassonomica. Sottolinea Anna Mazzanti, responsabile del progetto: “Abbiamo individuato punti di forza e peculiarità territoriali, nonché studiato i processi di valorizzazione in essere, interagito con operatori di vario genere, con rassegne e istituzioni, con privati ed associazioni culturali. Abbiamo anche attivato esperienze curatoriali e sperimentato strategie allestitive attraverso attività laboratoriali”. Il progetto è stato condotto da un gruppo di ricerca interdisciplinare convogliando il punto di osservazione e di azione da parte di varie competenze, storico artistiche, museologiche, interaction design e design for cultural heritage.

Lunedì 29 giugno, h. 10,30
Nadia Barrella, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Musei ed aree archeologiche tra le due guerre. Allestimenti, comunicazione e pubblico in alcuni esempi campani.
Discussant Antonella Trotta
Attraverso la storia della nascita dei  Musei Correale di Sorrento  e Duca di Martina di Napoli e facendo riferimento alla riorganizzazione dell’area archeologica di Cuma, si porrà l’accento su alcuni aspetti della museologia in Italia tra le due guerre e sulla necessità  di riscoprirne protagonisti, forme e luoghi per individuare, al di là dei tanti pregiudizi ancora esistenti su questi anni, l’esistenza di interventi di recupero critico di alcune tipologia d’oggetti, precise finalità educative, un moderno interrogarsi sul pubblico come destinatario ultimo dell’azione museale oltre ad una costante tensione alla crescita economica e sociale di un territorio. Si porrà l’accento, inoltre, sull’evidente conoscenza dei temi più rilevanti del dibattito internazionale valutati e utilizzati alla luce delle peculiarità e delle necessità del nostro Paese.

Martedì 30 giugno, h. 10,30
Roberto Diodato, Università Cattolica di Milano
Il tempo che resta. Immagini del tempo in alcune operazioni artistiche contemporanee.
Discussant Pina De Luca
I modi di pensare il tempo sono i più diversi e quando assumono la forma di modelli o di teorie dipendono dalle scienze, dai loro oggetti di ricerca e dalle loro rispettive epistemologie. Il tempo allora si dice al plurale: il tempo della fisica, della biologia… il significato del tempo argomentato dalle filosofie, il tempo delle teologie; il tempo psicologico, sociologico (cioè studiato dalle varie forme di psicologia e di sociologia) ecc. Così anche il tempo dell’arte, delle arti: proporrò un breve percorso in alcune opere di artisti contemporanei molto noti (Viola, Kiefer, Abramovich e qualche altro) per cercare di riflettere sui modi con i quali danno immagine al tempo.

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