29 Nov 2022

Inaugurazione dell’a.a. 2022/2023

Dottorato Metodi e Metodologie della ricerca archeologica e storico artistica

Inaugurazione dell’a.a. 2022/2023

Giovedì 1 dicembre 2022, Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale

Giunto al suo diciottesimo anno di attività, il Dottorato in Metodi e Metodologie della Ricerca Archeologica e Storico-Artistica apre il nuovo anno accademico con una intensa giornata inaugurale che sarà l’occasione per riflettere sull’attualità degli studi e delle ricerche condotte nell’ambito del patrimonio culturale, inteso come irrinunciabile bene comune da conoscere e valorizzare nei suoi differenti aspetti e nelle sue molteplici prospettive di sviluppo.

In particolare, la giornata di giovedì primo dicembre sarà aperta alle 10,30 dalla presentazione in anteprima degli importantissimi  risultati delle campagne di scavo 2021 e 2022 presso il Santuario Ritrovato del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni, oggetto in queste settimane di grande attenzione da parte degli studiosi e di ampio interesse da parte del pubblico. All’incontro, cui porterà il saluto il Magnifico Rettore dell’Università di Salerno prof. Vincenzo Loia, parteciperanno Jacobo Tabolli, Ada Salvi e Emanuele Mariotti, coordinatori delle attività di scavo che dialogheranno con Renata Cantilena e Giacomo Pardini, docenti del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno e componenti del collegio del Dottorato MeM.

Nel pomeriggio, alle ore 15 il Dottorato accoglierà Giorgio Bonsanti, restauratore e studioso di fama internazionale, attualmente Segretario Generale della Accademia delle arti del Disegno di Firenze e componente del Consiglio Scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure.  “Casi studio per una concezione integrata del mestiere di storico dell’arte” è il titolo della lezione di Bonsanti, che affronterà aspetti cruciali della cosiddetta “technical art history”. Discussant Stefania Zuliani, coordinatrice del Dottorato MeM.  

Programma della giornata

Giovedì 1 dicembre 2022, ore 10,30 aula 20

Jacopo Tabolli (Università per Stranieri di Siena)

Ada Salvi (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena Grosseto e Arezzo)

Emanuele Mariotti (Ricercatore indipendente – Comune di San Casciano dei Bagni)

Offerte, contesti e interrogativi dalla vasca sacra del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni 

Indirizzo di saluto Vincenzo Loia (Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno)

Introducono Renata Cantilena e Stefania Zuliani (DiSPaC/Università degli Studi di Salerno)

Discussant Giacomo Pardini (DiSPaC/Università degli Studi di Salerno)

Con questa conferenza inaugurale si presentano in anteprima i risultati delle indagini archeologiche effettuate durante le campagne di scavo 2021 e 2022 presso il Santuario Ritrovato del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (SI). L’ultima campagna di scavi ha permesso il rinvenimento del più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo. 

Si tratta di oltre venti statue che raffigurano le divinità venerate nel luogo sacro assieme agli antichi dedicanti. L’eccezionale stato di conservazione all’interno dell’acqua calda della sorgente ha permesso di preservare le iscrizioni in etrusco e latino che furono incise sulle statue. La gran parte di questi capolavori dell’antichità si data tra il II e il I secolo a.C. Si tratta di un periodo storico di grandi trasformazioni nella Toscana antica, nel passaggio tra Etruschi e Romani. In quest’epoca di grandi conflitti tra Roma e le città etrusche, ma anche di lotte all’interno del tessuto sociale di Roma, nel santuario del Bagno Grande nobili famiglie etrusche e romane dedicarono assieme le statue all’acqua sacra. Un contesto multiculturale e plurilinguistico assolutamente unico, di pace, circondato da instabilità politica e guerra. Le statue dovevano essere posizionate sul bordo esterno della grande vasca sacra e ancorate sugli eleganti blocchi in travertino. A più riprese – sicuramente nel corso del I secolo d.C. – le statue furono staccate dal bordo della vasca e depositate sul fondo.

La vasca ha restituito, inoltre, più di cinquemila monete romane (in oro, argento e lega di rame) datate prevalentemente tra il I ed il III secolo d.C. che, come gli altri reperti, sono state offerte in questo luogo sacro.

Dunque non si tratta di uno scarico di materiale sacro nell’acqua calda, bensì di una deposizione rituale, mediata con la divinità. Gli atti votivi proseguirono poi fino al IV secolo d.C., mentre agli inizi del V secolo d.C. il santuario venne smantellato e chiuso e il grande tesoro sacro nella vasca fu coperto da grandi tegole e al di sopra vennero calate le colonne del portico sacro a suggellare la chiusura definitiva del luogo di culto.

Lo scavo è condotto dal Comune di San Casciano dei Bagni su concessione della Direzione Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura. Le attività di ricerca sono coordinate dal prof. Jacopo Tabolli dell’Università per Stranieri di Siena e la direzione sul campo è del dott. Emanuele Mariotti per conto del Comune di San Casciano dei Bagni; la tutela è diretta dalla dr.ssa Ada Salvi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo (SABAP-SI). La campagna di scavo è stata integralmente finanziata dal Comune di San Casciano dei Bagni e si avvale anche del contributo di società e fondazioni internazionali (Ergon, Heureka Ambiente, Vaseppi Trust, Fondazione Friends of Florence, Max Ulfane). La conservazione e il restauro sono condotte dalla dott.ssa Wilma Basilissi dell’Istituto Centrale del Restauro in collaborazione con la dott.ssa Simona Pozzi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.  Il Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze ha inoltre coadiuvato la direzione scientifica dello scavo nelle operazioni di sicurezza del cantiere di scavo e dei reperti.

Nell’ottica di collaborazione e scambio con altri Istituti la SABAP-SI ha formalizzato un accordo con il DiSPaC/Unisa per lo studio dei reperti monetali (responsabile scientifico prof. Giacomo Pardini); tale attività è stata inserita nel più ampio progetto di ricerca, tutela e valorizzazione dei rinvenimenti monetali in Italia denominato “Coin Finds Hub – Italy” (responsabili scientifici proff. Renata Cantilena, Federico Carbone e Giacomo Pardini), attuato grazie ad una Convenzione quadro tra Unisa e gli Istituti centrali del MiC (DGMusei, DGABAB, ICA, ICCD, ICCU).

I relatori

Jacopo Tabolli, dal 2017 al 2021 funzionario archeologo presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena Grosseto e Arezzo (SABAP-SI), è ricercatore di Etruscologia e antichità italiche presso l’UNISTRASI. Dal 2018 è responsabile scientifico del progetto di scavo e ricerca presso il Bagno Grande di San Casciano dei Bagni. È autore di più di 90 pubblicazioni: i suoi lavori riflettono interessi scientifici che abbracciano l’Etruria meridionale, l’Agro Falisco, l’Etruria interna e l’Etruria settentrionale interna dal Bronzo Finale alla piena romanizzazione.

Ada Salvi è funzionaria archeologa presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena Grosseto e Arezzo (SABAP-SI). I suoi interessi scientifici riguardano gli aspetti connessi alla cultura materiale etrusca e al popolamento antico della Valdichiana.

Emanuele Mariotti ha seguito vari progetti di ricerca nel Mediterraneo, in particolare come topografo ed esperto di geofisica, tra i quali si possono ricordare Thamusida (Marocco), Ephaestia (Lemnos, Grecia), Dionysias (Fayyum, Egitto), Husakly Huyuk (Turchia), Utica (Tunisia), Shemshara (Kurdistan Iracheno). Dal 2018 dirige le attività sul campo presso il Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, occupandosi del survey, della geofisica e della direzione dello scavo.

Giovedì 1 dicembre, ore 15,00 Aula 13 DISPAC 

Giorgio Bonsanti

già docente ordinario di Restauro alle università di Torino e di Firenze

Segretario generale dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

Casi studio per una concezione integrata del mestiere di storico dell’arte

Discussant Stefania Zuliani, Università di Salerno/DISPAC

Da più parti si osserva che lo storico dell’arte dovrebbe oggi essere versato in un gran numero di specializzazioni, o almeno, disporre di strumenti di studio e interpretazione capaci di misurarsi con molteplici declinazioni della disciplina. Nel corso della sua lectio magistralis Giorgio Bonsanti, studioso del restauro e restauratore tra i più stimati a livello internazionale, presenterà esempi significativi e casi di studio nei quali una migliore comprensione dell’oggetto è stata procurata dal riconoscimento di fattori di varia natura, che non prescindono dalla lettura stilistica ma la integrano in misura a volte determinante. Certamente da questo punto di vista ha acquistato importanza la cosiddetta “technical art history”; ma a volte si tratta di considerazioni semplicissime, addirittura banali, che però nel caso specifico possono dimostrarsi risolutive.

Giorgio Bonsanti, già professore ordinario di Storia e tecnica del Restauro, è stato Direttore della Galleria Estense, delle Cappelle Medicee, del Museo di San Marco, di cui ha nel 1983 curato un nuovo ordinamento, e della Galleria dell’Accademia di Firenze. Ha diretto il restauro, fra gli altri, del Tondo Doni di Michelangelo agli Uffizi e degli affreschi del Beato Angelico nel Convento di San Marco. 

Dal marzo 1988 è stato nominato Soprintendente dell’Opificio delle Pietre e Dure, di cui è attualmente componente del Consiglio Scientifico. Ha avuto responsabilità nel restauro, fra i tanti, degli affreschi di Piero della Francesca ad Arezzo, di quelli della Cupola del Duomo di Firenze di Vasari e Zuccari, del Parmigianino a

Fontanellato (Parma), di Pietro da Cortona a Palazzo Pitti, delle statue di Orsanmichele e dell’Opera del  Duomo (Donatello, Ghiberti, Verrocchio, Nanni di Banco ecc.), dell’Annunciazione Cavalcanti di Donatello, della Porta del Paradiso di Ghiberti, della Croce di Santa Maria Novella e della Madonna di San Giorgio alla Costa di Giotto, di altri dipinti di Raffaello (Madonna del Baldacchino), Caravaggio (Decollazione del Battista di Malta), Rubens (Storie di Enrico IV degli Uffizi), Botticelli (Incoronazione della Vergine degli Uffizi). Ha curato numerose mostre tra cui più di recente, La Bellezza ritrovata- Restituzioni 2016 (con Carlo Bertelli, Milano2016), La Fragilità della Bellezza – Restituzioni 2018 (con Carlo Bertelli, Venaria Reale 2018), Sacred Drama – Performing the Bible in Renaissance Florence (con A.M. Testaverde e S. Castelli, Washington luglio – settembre 2018), La Fragilità e la Forza – Restituzioni 2022 (con Carlo Bertelli e Carla di Francesco, Napoli 2022). 

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